Showing posts with label Italiano. Show all posts
Showing posts with label Italiano. Show all posts

May 21, 2018

Charles Bluh, Conte di Varmaldois

Magione di Bluh
I Conti di Vermaldois vantano nobili antenati che risalgono a oltre 1'500 anni or sono, ai tempi del regno di Luigi I figlio di Carlo Magno; una dinastia prestigiosa, sfortunatamente, di fatto estintasi oltre un secolo prima della rivoluzione Francese; eppure un Conte di Vermaldois siede ancora oggi nella sua magione ad Ambrief, nella Francia alta, circa 80 miglia a nord est di Parigi.
Charles Bluh
Charles Bluh, Conte di Vermaldois, ama risiedere in questo eremo che sembra più un castello che un palazzo, isolatoper la maggior parte dell’anno e sconosciuto al mondo. Bluh rifugge da sempre da ogni forma di pubblicità; quando si sposta, lo fa praticamente sempre in incognito sotto una falsa identità, e risulta estremamente generoso nel mettere a tacere giornalisti e paparazzi quando le sue eventuali scorribande notturne, soprattutto a Parigi, New York e LA attraggono il gossip. Bluh si presenta alto, elegante e solido, dotato di un portamento che lascia pochi dubbi sulle sue origini nobiliari; i suoi modi stessi sono particolarmente raffinati, a tutt'oggi egli ama scrivere a mano le sue lettere agli amici e dettare personalmente, alle sue segretarie, la corrispondenza ufficiale e le missive ai suoi sottoposti. Nonostante il suo isolamento non sono rare le sue lettere, spesso semplici disposizioni su come modificare e spostare gli investimenti: in genere grandi operazioni, con ritorni importanti, ma di lungo periodo, che confermano il suo talento e la sua capacità nel far crescere costantemente il suo già notevole capitale. Infatti, sebbene ancora oggi sia comune rivolgersi a lui, con deferenza, per tramite del suo titolo, è indubbio che il suo potere non ha più ragioni araldiche, ma è radicato nel possesso di importanti pacchetti azionari, molti bancari, per un valore che si ritiene ecceda i dieci miliardi di Euro. La sua magione è piena di servitori che lo accudiscono con una devozione tipica di tempi lontani e che vivono quasi perennemente all'interno delle solide mura del palazzo; visitarlo quindi significa impegnarsi in una specie di ritiro spirituale anche se spesso le attività sono tutt'altro che monotone litanie. Avevo ricevuto l’invito per una settimana di musica e arte dal Conte con circa un mese d’anticipo insieme a un prezioso dono che lui ben sapeva quanto apprezzassi: un violino attribuito ad un allievo di Stradivari del 1782 acquistato da Sotheby's per oltre 80,000 sterline. Non era certo solo il suo valore ad impressionarmi: la sua fattura e il suo suono strabiliante avrebbero potuto convincermi a modificare immediatamente la mia turné anche se non avessi già conosciuto come impagabili i suoi raduni. Fui quindi felice di poter tornare a visitare questo mecenate accollandomi il viaggio saltellante fino ad Ambrief portato dalla sua autista su una vecchia Daimler Double-Six del 1932, un gioiello tenuto perfettamente in ordine e dotato di tutti i comfort più avanzati comprese connessioni ad internet, minibar con miscelatore automatico e ogni altra diavoleria, nonostante l'innata ritrosia del Conte ad usufruire personalmente di questi gadget.
Bluh's Car
Come sempre il viaggio era impreziosito da un preciso accoppiamento voluto dal Conte, io mi ritrovai insieme ad una modella Armena, bellissima e che mi diede l’impressione che il viaggio fosse troppo breve per godere di una simile traballante intimità; mentre la mia amica pittrice Assunta Kota, arrivata nella mattina, aveva viaggiato con la figlia di un oligarca russo che adorava la poesia e sapeva declamare i versi più volgari di Catullo con la raffinatezza di un’opera del Botticelli, come usava dire Assunta. La compagnia era composta da una mezza dozzina di ospiti che trascendevano largamente le proprie notevoli virtù estetiche e vantavano un'eleganza artistica davvero unica. In effetti, era la mia terza volta ad Ambrief e avevo rinunciato a ipotizzare il costo di questi raduni: vini rari, discussioni elaborate, compagnie meravigliose, scenografie costruite con dovizia di particolari, animazioni impensabili, diverse per ogni raduno. Sapevo che Bluh amava offrire regali impagabili ai propri ospiti inseme agli inviti, forse per non rischiare in rifiuti, fatto salvo richiedere a ciascuno una religiosa riservatezza su quanto avveniva nella magione. Sapevo anche che all'arrivo veniva concesso un secondo oggetto, comune oggetto a tutti, che lui chiamava il “ninnolo del raduno”: questa volta si trattava di una spilla di smeraldi fatta a bouquet, commissionata da lui a Van Cleef. Trovai il Conte fra la famosa architetta Sarah Metz con una mise da Crudelia De Mon e Darine, la splendida "poetessa" menzionatami da Assunta, tutti e tre con il ninnolo già appuntato sui propri abiti e Bluh finite le ricercate presentazioni chiese proprio a Darine di appuntarmi il ninnolo quale gesto rituale che ufficializzava il mio unirmi al raduno.
Charles Bluh & Guests
La spilla era una meraviglia ed eravamo invitati a portarla durante tutta la settimana, ovviamente non avrei proprio saputo in che altra occasione avrei potuto metterla in futuro, ma in effetti avevo tenuto anche i precedenti i ninnoli come ricordi impagabili di queste voluttuose esperienze artistiche. Di norma le giornate trascorrevano nell’ozio diurno, dedicato al riposo e al recupero delle forze spese durante le scatenate notti nelle quali passione regnava la artistica. Non erano notti dissolute in senso tradizionale, anche se nessun vizio era negato, ma quelli che altrove erano vizi qui erano considerati al pari del sale sulle pietanza, da rare essenze proibite a droghe sintetiche dalle proprietà incredibili; esse erano impiegate senza enfasi o particolare interesse, anzi di norma tutti cercavamo di moderarci proprio per evitare di perdere coscienza e memoria di siffatti momenti unici. Infatti le notti si trascinavano celebrando ai massimi livelli poesia, pittura, musica, filosofia, tutte declamate nell'elegante e raffinata cornice del maniero di Bluh, che rispetto alla spartana veste esterna, al suo interno vantava vani di una ricchezza impareggiabile. Quasi sempre il tempo trascorreva alla luce di candele e con essenze profumate che impregnavano l’aria e creavano quell'atmosfera unica che permetteva agli ospiti di dare il meglio di se e della propria creatività. In quel raduno, la seconda notte fu dedicata ad un nuovo gioco: una caccia notturna, condotta con occhiali scuri che impiegavano lenti bluastre, basate a detta del Conte su una nuova tecnologia ancora segreta ed in fase di sviluppo. Gli occhiali presentavano chiaramente ogni dettaglio anche nella più assoluta oscurità e permettevano di cacciare i nostri sfavillanti bersagli. Cacciammo nel parco usando balestre e tirando a pavoni che attraverso gli occhiali apparivano iridescenti e cangianti, selezionati apposta per quel gioco e modificati con particolari spray.
Caccia al Pavone
Kota rifiutò di avere un ruolo nella caccia e con lei in casa rimase Lucine, la bellissima modella armena dalla voce particolare, degna di un soprano d’agilità, anch'essa detestava uccidere e trovava quell'esercizio una disgustosa usanza. La cena che ci fu servita a base delle nostre prede, con raffinate alternative per le nostre ospiti vegetariane; ne nacque subito una accesa, ma raffinata, polemica sulla caccia e sul cibo. In realtà l'intensa discussione fu dominata dal lato dei cacciatori da Tira, un’altra bellissima ospite del Conte, dal portamento altero e indomito e, che tra l'altro, aveva vinto la caccia dopo un lungo testa a testa con Simon Mendez, il giovane poeta Uruguagio. Il Conte pretese dopo uno speciale brindisi con un suo raro liquore di far ricorso alle mie capacità e mi pregò di eseguire la terza sonata in do di Bach per stemperare gli animi troppo accesi; la cosa funzionò anche se sono certo che contribuirono non poco i profumi onirici oltre alle speciali attenzioni dei cosiddetti “famigli” che ci accudiva e servivano bevande e cibi. Si trattava di bellissime modelle, e anche modelli, spesso col viso coperto da eleganti maschere, demandate a compiacere gli ospiti ben oltre i doveri di un cameriere anche se il Conte non gradiva che i servizi più intimi si svolgessero in pubblico e rifuggiva dar vita ad orgie durante i raduni che non fossero esclusivamente "intellettuali". La sonata di Bach era così complessa, ed io ero talmente stanco, che solo l’ebbrezza dovuta al liquore mi diede il coraggio e la forza di confrontarmi con quel pezzo dinnanzi a una così eletta audience; l'esecuzione finì per soddisfare anche il mio gusto, tuttavia, proprio sul finale venni interrotto da una visita inaspettata: Bluh si alzò subitaneamente e chiese di perdonarlo dirigendosi rapidamente verso l’ingresso in modo del tutto inusuale. Christine era fuori della magione, bella quanto fradicia, anche se in realtà non stava piovendo o perlomeno non era piovuto durante la caccia. La ragazza sembrava sconvolta e apparve quantomeno strano portarla nel salone della musica invece di prestarle subito le dovute cure; c’erano infinite domande accorate che cercavano risposte, ma Bluh con la sua sicura eloquenza chiese di desistere e lasciare che Christine, così ci presentò la donna si scaldasse e riprendesse totalmente prima di porre qualsivoglia quesito.
Arrivo di Christine
Un pesante damasco rosso la copriva mentre sedeva su un sofà accudita da due bellissime modelle appartenenti al vasto repertorio di "famigli" del Conte. Fui subito colpito da come la bellezza della nuova arrivata riuscisse ad offuscare quella delle due modelle, nonostante le sue condizioni trascurate, l’abito sgualcito e i capelli fradici. I miei occhi erano tutti per lei, così come quelli di Simon e, apparentemente, dei famigli presenti; in modo completamente diverso, ma altrettanto inteso, più sospettoso e sottilmente ostile, si dispiegavano gli sguardi delle donne presenti nella sala.
Famigli
Bluh la tenne lì, davanti a tutti, quasi a voler ravvivare la notte che oramai si era spenta; la curiosità, l’istinto protettivo, il sospetto, tutto rendeva Christine il punto focale di quel momento e la stanchezza non riusciva a stemperarne l’intensità; lei non parlava, fatto salvo qualche inudibile e occasionale bisbiglio per l’orecchio del Conte, quando lui le si accostava; in alcuni momenti il suo viso sembrava sconvolto da un’esperienza allucinante, ma in generale appariva per lo più innaturalmente assente, quasi fosse tranche . Infine Bluh ci pregò nuovamente di scusarlo ed accompagnò via Christine pregandoci di dilazionare qualsiasi questione al giorno successivo quando essa si fosse rifocillata. Due robusti famigli richiusero le porte dietro al Conte e si misero in piedi dinnanzi ad esse quasi a guardia. La tempesta di domande rimaste prive di risposta diede subito origine ad una animata discussione dalla quale si estraniò solo Sarah, l'architetta australiana ormai abbandonatasi al sonno su una delle poltrone Luigi XV che adornavano la sala. Durante la nostra variopinta discussione, ad un tratto sentimmo dei rapidi e schioccanti rumori, sembrava il sibilare di una frusta e si sentiva in sottofondo una serie di gemiti soffocati. In effetti, i raduni del Conte non mancavano di momenti intesi, di giochi di seduzione, di dominazione, spesso proposti come spunto per sviluppare la serata, ma come già detto queste scene erano più tipicamente sviluppate nel privato delle stanze di ciascun ospite con il supporto dei compiacenti “famigli”. Vi erano anche scherzi molto particolari: ricordo ancora quando in una visita precedente, fu organizzato, a seguito di una violenta lite, un vero duello con la sciabola; nello scontro il Conte amputò con un colpo secco un arto del suo avversario che morì sanguinosamente in pochi minuti tra il terrore e lo sgomento generale: si era tuttavia trattato di uno scherzo ben orchestrato e l’ospite col suo arto si fece beffe di noi per il resto del raduno. Almeno metà degli ospiti aveva già partecipato ai raduni del Conte e quindi sorsero rapidamente le più estrose teorie, alle quali si aggiunse una crisi isterica di Lucine e un'intraprendente azione di Simon per raggiungere l’altra sala, scoraggiata dai guardiani in modo tanto cortese quanto risoluto. Alla fine fu Tira a decidere per tutti e a chiamare il Conte per chiarimenti, dopo un’interminabile sequenza di sferzate udite attraverso le pesanti porte. Le porte si aprirono per mostrare una scena particolare, nella quale Bluh con le maniche arrotolate brandiva ancora una lunga frusta e Christine era bloccata ad un marchingegno che appariva un gotico incrocio tra una vecchia macchina tipografica e un cavalletto da tortura, la sua schiena nuda era solcata da segni di frusta e la sua bocca, ora libera, portava ancora un debole segno dell'elaborato bavaglio simile al morso messo ai cavalli che aveva smorzato i suoi gemiti.
Christine e la sua Punizione
Una ancella prese prontamente la frusta dalle mani del Conte, mentre altri famigli stavano liberando Christine. Noi eravamo attoniti dinnanzi alla scena, alcuni pensavano ancora che si trattasse di uno degli scherzi, mentre sul viso di altri era chiaro un misto di eccitazione e riprovazione. “Portatela nei suoi alloggi”, il Conte ci fece cenno di accomodarci e ci raccontò con brevi commenti la storia di Christine, giovane manager tedesca che aveva affascinato troppo un ricco principe persiano nella sua trattativa commerciale; come risultato il principe l’aveva fatta rapire e trasformata in sua schiava, aggiungendola a un giù nutrito harem di bellezze provenienti da tutto il mondo. I nostri commenti e domande che tentavano di interromperlo e capire quanto di vero vi fosse, erano tutti cortesemente ignorati da Bluh che proseguiva il racconto con sorrisi compiacenti. Durante la prigonia, Christine, come molte altre sventurate, era stata sottoposta ad un minuzioso processo di interventi di chirurgia plastica e aveva da poco iniziato un intenso programma di condizionamento che alcuni definirebbero probabilmente lavaggio del cervello. Questo era il trattamento che il principe imponeva alle sue prigioniere. Christine era riuscita a fuggire dalla clinica dove si trovava, a poche miglia di distanza, proprio prima di perdere completamente la capacità di reagire; nella fuga era finite nel fiume e solo fortunosamente era giunta alla magione degli Vermaldois. La calma e sobrietà del racconto, il tono della voce del Conte e la sua autorevolezza rendevano sensata quella che altrimenti sarebbe apparsa come una storia pazzesca; a tratti i nostri sguardi si volgevano verso Christina e il suo volto provato, mentre le “famiglie” la conducevano via. “Perché frustarla allora?” Chiese Simon con orrore, senza mancare di tradire una smorfia di eccitazione sul labbro. Bluh rispose quasi sorpreso dalla questione “Il Principe è un mio amico, dovevo necessariamente dare prova di buon vicinato” “Quindi non chiamerà la polizia_” “Sarebbe indelicato, Christine non vorrebbe di sicuro ed inoltre probabilmente i poliziotti di questa zona sono sul libro paga del Principe e la riporterebbero immediatamente nella clinica. Sarà mia ospite, qui è al sicuro” Bluh propose un sorriso imperscrutabile e Tira si accostò al Conte baciandogli delicatamente la guancia e sussurrandogli una frase nell'orecchio Ne seguì un silenzio che si spense nel nostro trasferirci a letto provati dalla stancante notte e quasi drogati da quell'esperienza oltre che dalle essenze e dai profumi. Passammo tutta la settimana a porci questioni su questo fatto, non mancando di tempestare il Conte di domande, tutte elegantemente eluse in modo tale da generare in tutti il ragionevole dubbio che si fosse trattato di una specie di illusione collettiva creata ad hoc dal nostro ospite per terminare l'interminabile nottata della caccia. Assunta completò rapidamente un quadro ad olio di Christine che Bluh appose in una stanza a fianco ad un suo ritratto; era una rappresentazione particolare, ma toccante, mi ritrovai spesso ad osservarlo e non di rado mi esercitai a ripetere quella sonata, ispirato da quel dipinto, scoprendo capacità che non credevo di possedere e accorgendomi spesso al termine del pezzo che anche altri ospiti mi avevano raggiunto e ascoltati estasiati.
Il Quadro e la Sonata
In ogni caso Christine non si fece più vedere e nulla più sapemmo di lei fino al termine della settimana, quando il Conte ci disse che era “scappata” nella notte precedente e che di lei non vi erano tracce. Molti chiesero se fosse stato il principe a rapirla, ma Bluh assicurò che non era così, anzi che Christine si era completamente ripresa e probabilmente ora era al sicuro. Di Christine, oltre all'accecante bellezza, ricordo intensamente solo quelle poche parole, vaghe e a malapena comprensibili, che Tira aveva sussurrato nell'orecchio del Conte quella notte “Se la pensi così dovrai lasciarla scappare prima che Lui venga a reclamare la sua schiava” Prima di partire chiesi chiarimenti a Tira, che reagì baciandomi teneramente sulla bocca “amore, amicizia, ospitalità e giustizia sono forze naturali che solo chi possiede il Supremo Potere può padroneggiare. E voi sicuramente sapete padroneggiare le Sonate di Bach, un giorno forse anch'io organizzerò un raduno e vi pregherò di rinnovare l'interpretazione di quel pezzo usando questa vostra particolare passione”


Italian


English

Apr 18, 2018

Ora non sono dell'umore giusto

-John mi blocca da dietro sui fianchi mentre cerco di allontanarmi.
Percepisco l'intensità del suo appetito espressa dalla sua rude forza e dalla sua eccitazione, l'aria è piena della sua fragranza lussuriosa. Sto fingendo di scappare per stuzzicare il suo ruggente desiderio.
Ci siamo incontrati poche ore prima in un seminario all'ambasciata, tuttavia lui era davvero molto carino e seduttore rampante
- Giù Elizabeth! -Il Master è forte come il suo tono. I suoi desideri devono essere soddisfatti, il suo ordine obbedito.
Stavamo scherzando durante il seminario, stavamo flirtando parlando di dominio e sottomissione e io lo stuzzicavo a schiavizzarmi.
Ho accettato di seguirlo qui e di sottomettermi, quindi ora lui mi mostra un collare di pelle con occhi crudeli, non sono necessarie altre parole, mi limito a offrire il mio collo in ginocchio e lui a trasformarmi in schiava mentre ansiosamente aspetto il seguito. Le mie mani sono sul pavimento e devo allargarmmi, accettare e compiacere la sua enorme passione.
Mi tira i capelli mentre, dalla direzione opposta, mi prende senza alcuna considerazione per il mio piacere.
Dono soddisfazione a tutti i suoi desideri, lasciandolo padrone di muoversi dentro di me e di ascoltare le mie lacrime.
John è forte, le sue dita mi torturano il petto, la bocca, i capelli e altro ancora.
Ho intenzione di piangere di dolore e piacere allo stesso tempo, mentre mi sto completamente perdendo nella sua dominazione.
Le attenzioni di John si concentrano solo sui suoi capricci e sulla sua lussuria, così a me restano solo gli avanzi della sua tavola, eppure sono così crudelmente gustosi.-
Questo è il modo giusto per giocare con la mia cagna!
-E 'profondo. Mi fa urlare mentre devo dichiarare quanto sono la sua cagna-
Da ora sarai solo una schiava! Mia schiava!

-Piacere e dolore mi sommergono, mentre mugolo che appartengo a lui. Mi riempie di tutte le cose tipiche della lussuria menzionate nei libri sacri.
Sbatte forte e più forte, colpendo il mio culo: la sua natura sadica gode di vedermi dolorante.
Si prende una pausa, per usare la cintura e mi squarcia la schiena piuttosto forte: presa dal dolore intenso, urlo.
Quasi smarrita nella mia sottomissione, implorando pietà mentre desidero sempre di più; ma John non vuole rompere il suo giocattolo, non colpisce la mia faccia, la sua crudele frustata è moderata da qualcosa; di sicuro, moderata dalla mia bellezza, quantomeno rispetto alle sue comuni amanti, o almeno questo penso io con orgoglio.
La notte procede e ci avvolge, come un velo per coprire i nostri peccati, per nascondere l'arrogante e violento suo maltrattamento della mia carne, mentre lui mi usa e mi apostrofa come una sua schiava.
Il tempo è vago e le ore passano. Alla fine ha preso tutto e si è sdraiato sopra di me, a terra. Mi guarda negli occhi, coperti di sudore e lacrime, mentre respiro a malapena.
Il mio sorriso è ancora intelligente e crudele: sono completamente soddisfatta del momento, ma le mie pupille continuano a vibrare mentre le ultime onde della lussuria lambiscono la mia carne.
Gli occhi di John diventano teneri, lui mi bacia una volta, solo tornare subito a baciarmi molto di più. Piccoli baci gentili, sul mio viso, quasi a leccarmi il sudore e le lacrime dalle guance, come un cucciolo.
Lui cambia, la sua soddisfazione ha rilasciato un'altra parte di sé, mentre sussurra parole adorabili: non ha mai avuto un tale piacere prima, sono la donna più bella della sua vita. In effetti nelle sue fantasie di stupro non ha mai trovato una tale puttana, un tale schiava.-

Io ... tu sei mia, mia ​amata schiava!

-Le parole sono così morbide, così profonde, ma preferisco rispondere sadicamente con un morso vigoroso sul suo labbro inferiore.
È un morso intenso, crudele, doloroso almeno per farlo sanguinare.-

Sei sicuro?

-Lui quasi piange, ma resiste, lui trema, mentre io mordo di nuovo, più forte: John è confuso, ma ancora più eccitato, questo nuovo comportamento sembra intrigante per lui. È quasi incatenato dai miei occhi scuri, totalmente in mio potere, sognando un'inversione di ruolo, qualcosa di nuovo per lui, qualcosa mai provato, qualcosa che probabilmente ha sognato, da decenni, inconsciamente, mentre ora è così vicino. Il sogno è vicino e sogna di provarlo, adesso.-

Il mio nome ora è Thilli.

-Il tempo sembra congelarsi per un po ', gli sorrido crudelmente, mentre prendo il pieno controllo del suo corpo, mentre mi lascio scivolare via dal suo corpo e mi alzo mantenendo il contatto visivo. Lui mi continua a guardare dal pavimento, la sua lingua scivola sensualmente sui morsi dolorosi e lecca il sangue, io ripeto lo stesso movimento-

Dobbiamo sperimentare ancora così tanto e tra non molto.

-Io ridacchio e, con movimenti lisci ed eleganti, rapidamente scivolo dentro i miei vestiti, il mio collare cade. Me ne vado, sbattendo la porta dietro e quasi sentendo le sue emozioni esplodere mentre è ancora sul pavimento, ipnotizzato dalla lussuria.
John resta paralizzato quasi per un altro paio di secondi, ma l'eccitazione è troppo forte; presto si alza e mi segue oltre la porta quasi nudo.
Tuttavia c'è qualcosa di diverso dietro la porta: strana oscurità tutt'intorno, la sua testa gira, cade giù, giù come nella melassa, giù e giù. Mani, mani forti lo tengono, lo bloccano, tirano, spingono e altro.
Cammino per strada, le luci sono così calde e divertenti in questo quartiere, anche se per molti questo posto è piuttosto pericoloso, non lo è per me: gli umani sono così innocui.'

Ora non sono dell'umore giusto.

-Il gioco era divertente, anzi ero dell'umore giusto per giocare alla schiava, e John ha fatto bene la sua parte.
In effetti, lo aveva fatto già diverse volte in passato: solo due giorni fa con una prostituta nello stesso distretto, l'ha pestata e si è limitato ad aggiungere un extra al prezzo di base dei servizi sessuali che già stava pagando.
I suoi pugni erano molto violenti così come le sferzate della sua cintura e non erano mitigati dalla bellezza della ragazza locale contrariamente a quanto è successo a me stanotte: lei era solo una donna del posto, non una preziosa europea affascinante come me.
Ovviamente era solo un gioco per John o, probabilmente, una necessità per soddisfare la sua mente perversa.
Ovviamente tutte le sue prostitute non hanno avuto l'opportunità di scappare, reagire o addirittura denunciarlo: in Cambogia questo tipo di ragazze sono vere schiave del sesso e tu puoi fargli quasi tutto quello che vuoi se sai dove cercare, e John era piuttosto esperto nel trovare questi servizi speciali.
Forse John aveva moderato la sua rabbia con me solo perché non era sicuro delle potenziali conseguenze su un Europea e questo nonostante la mia sottomissione totale alla sua volontà.
In effetti questa seconda ipotesi non suona così bene per la mia auto-considerazione come quella invece basata sulla mia bellezza eccezionale.
Sfortunatamente per lui, io l'ho trovato in questa peccaminosa città della Cambogia. Sfortunatamente per lui, ho deciso di usare le sue capacità per il mio divertimento, di usarlo come un giocattolo, ma stasera non sono dell'umore di dominare un maschio.
In generale non mi piacciono i master che hanno un lato sottomesso, i loro modi infantili diventano patetici se mescolati con i loro desideri interiori da masochisti; di sicuro, presto, mi trasformerò nell'umore giusto per giocare alla Padrona, ma dubito di volerlo fare con John.
Per il momento, ho deciso di mandarlo nei miei sotterranei all'interno del Mondo Gotico Leggendario: lì sperimenterà cose nuove, direttamente dai miei Guardiani, master molto più esperti nell'arte della dominazione di lui. Ovviamente imparerà a sue spese.
Solo per iniziare, passerà alcuni mesi nell'area dei sodomiti come schiavo; un posto dove i miei amici con questa preferenza potranno divertirsi in modo del tutto legittimo; questo sarà utile sicuramente per ripagare l'ego di John per la sua vita perversa e per rinforzare la sua natura sottomessa.
Dopo, sarà assegnato ad un posto di lavoro, ad esempio una fucina, come servo per lavorare senza fine laggiù per mia convenienza.
Questo sembra ancora più divertente, considerando che John possedeva un'azienda tessile in questo paese e che era abituato a impiegare persone quasi come schiavi per la produzione a basso costo.
Non ho ancora deciso, ma dopo questo periodo, se non gli permetterò di morire, forse potrei considerare di incontrarlo di nuovo, solo per dare un'occhiata ai suoi cambiamenti. Tuttavia non ho più alcuna aspettativa per usarlo in modo sessuale.
Peccato per lui.-



Elisabeth Thilli Borgman è morta l'8 marzo 1791. È stata un'attrice e soprano d'opera nata a Stoccolma il 24 luglio 1754; in base alla leggenda, è morta in un incendio che ha portato alla perdita della versione preliminare della "La Clemenza di Tito", eseguita ad una festa in maschera privata per importanti autorità, aristocratici e artisti in una villa vicino a Vienna. Thilli è nata lo stesso giorno dalla polvere di Elisabeth come Suprema e oggi Lei governa nel Mondo Gotico Leggendario.


Italian


English

Mar 11, 2018

Ospitalità

-Thilli adorava i congegni complessi, un tributo agli straordinari e impacciati automi della sua prima infanzia, non che ne avesse un gran bisogno oramai; come non aveva bisogno di un palazzo baracco che le ricordasse la sua adolescenza, il primo ricevimento visto da un buco della serratura o il suo primo ballo in società. Ciò nonostante adorava il suo palazzo capace di garantirle il conforto della comodità e dell'eleganza mentre scivolava nel vuoto spinta da una tre possenti motori.
E nel suo palazzo flottante aveva deciso di ricevere il Principe Men-Bed-Gal: un amico come si può esserlo fra Supremi, ma un amico a cui amava dimostrare la sua ospitalità e riconoscenza per un recente e prezioso favore.
Per quanto diversi per origine e stirpe, ora le loro anime erano simili, se pur fosse concesso pensare che fossero anime quei brandelli di spirito stracciati e macchiati dei più oscuri tra i peccati.
Il palazzo però era candido e ricco di ogni genere di lusso, con oggetti curati in modo ineccepibile, realizzati dalle abili e infaticabili mani dei suoi seguaci con una cura dettata da una dedizione religiosa per la propria Suprema. Il suo abito viceversa era totalmente diverso: una mise gotica che la divertiva portare in compagnia di altri Supremi, quasi un tributo alla semplicità che le dava ancor più risalto all'interno di quel palazzo barocco sospeso in quel freddo universo.-


Mio Caro Principe in quali spazi mi conducete con il mio modesto Palazzo? Vi prego godete di una essenza o di un mellifluo piacere, mentre scivoliamo lentamente verso la destinazione da voi indicata.

-All'orizzonte un lucente puntino cresceva fino a divenire un globo ricoglioso, verde e blu, pulsante di vita, civilizzato secondo gli standard di quella dimensione all'equivalente dell'era dell'informazione.-


Thilli di Stockholm, Voce Infuoca di Vendetta, la Mirabile Arte scaturisce dalle vostre labbra come miele.
Grande Oscurità dalla giusta nota che odia l'infedele, grande onda che nessuno osa ostacolare.
Thilli, Voce Infuoca di Vendetta, nessuno osa ostacolarti quando semini confusione e tu sai come dirigere i tuoi fedeli.
Vestita di abiti magnifici, Signora, Dea, dispensa la tua grazia, lascia che la tua Voce riscaldi il freddo di questo spazio sconfinato.
Tu che sai intingere d'arte le note, ti guido a questa rozza terra di sciocchi per offrirti una scena degna della tua Opera.
Non temere ti prego e plana.

-Il Palazzo planò nell'atmosfera, splendidi prati e foreste alternate a città costruite con dovizia di dettagli per inneggiare alla potenza della tecnologia e della ragione, al rispetto della natura, alla gloria di quelle genti sciocche. Lo sconosciuto gigante di metallo e pietra, disegnato come una scultura barocca incastonata su un proiettile, era un qualche cosa di alieno a cui, prontamente, le prorompenti difese risposero inviando mezzi volanti e predisponendo armi di difesa. Su mille canali inviavano messaggi, cercavano di comunicare, di capire, di prevenire un incomprensione con quella che forse era la loro prima esperienza di incontro con una nuova specie-

Raro era per Men-Bed-Gal di Bad Tibia, Signore delle Gelide Lame, essere chiamato Principe come avveniva tanto tempo fa e, ancor più raro, godere della Splendida Ospitalità di Thilli, Voce Infuocata di Vendetta.
Un piccolo dono concesso con ancor maggior prodigalità di quanto Ella stessa avesse richiesto aveva rinnovato la loro amicizia e ora ricambiava con l'ospitalità del Suo Palazzo e con la Sua Voce splendida.
Men-Bed-Gal, Signore delle Gelide Lame, era affascinato da quella Suprema.
Non era la sua mera bellezza, unica e oscura, che lo affascinava, Lui sapeva affrontare la bellezza femminile: lui che non aveva esitato fin da giovane uomo a violare brutalmente corpi di splendide donne, razziate nella polvere delle sanguinose battaglie, Lui che aveva impietosamente trafitto e purificato con il metallo, ora solido ora fuso, Lui che con noncuranza nei riti strappava giovani occhi meravigliosi per onorare Meflish il Dissipatore di Luce.
Lui rispettava Thilli, Voce Infuocata di Vendetta, come rispettava le Sacerdotesse Sacre alle quali devotamente si inchinava da giovane condottiero, seppur egli fosse di Stirpe Reale, Accorto tra i Guerrieri e Padrone di Palazzi.
Per secoli passati e perduti, infinite schiave preziose quanto una reggia avevano goduto del Suo letto, seppure Men-Bed-Gal, Signore delle Gelide Lame, preferisse altri piaceri e altri generi per appagare i propri sensi.
Ma ora Thilli, Voce Infuocata di Vendetta, era molto di più di quelle Sacerdotesse e non per i Suoi Poteri di Suprema, ma per quella Splendida Voce capace di incantare gli animi.-


Il Dono che mi offri, Thilli, Voce Infuocata di Vendetta, è tanto prezioso e caro quanto la tua Ospitalità. Poca cosa ho fatto per meritare tanta riconoscenza; ma mio personale regalo a una siffatta Ospite è il palcoscenico ove cantare e il tributo da raccogliervi.


-Dolcemente Men-Bed-Gal, Signore delle Gelide Lame, carezzò lo Scrigno di Ossidiana che aveva portato, un dono caro e prezioso di un Amico Amato. Rarissimo era che un vivente potesse raccontare di averne visto i prodigi.
A quel tocco fiamme, esplosero ovunque, la faccia di quel verde pianeta bruciò, le incombenti armi si spezzarono, i mari bollirono, la cenere coprì le terre, mentre il bellissimo Palazzo di Thilli, Voce Infuocata di Vendetta, planava su quell'Apocalisse.
Ma ancor più, grazie al potere dello scrigno, le anime generate da queste improvvide ecatombi erano catturate al suo interno e vi fluivano con silenziose grida di disperazione.-

Oh, Oh mio Principe, quale Potenza

-Esulto Thilli e sorrise guardando la scena dal balcone del Palazzo e Thilli cantò con tutto il suo cuore e con tutta la sua passione per ringraziare il Principe, suo amico. Una voce da soprano impareggiabile, capace di esaltare note così intense che uomini d'arme avevano ceduto alle lacrime in altre ere. E ora Lei cantava e poteva sentire come quel Nobile Principe apprezzasse il Suo canto; lo apprezzava come intere legioni di re non avrebbero saputo fare, mentre intorno a Lei quel Mondo appassiva rapidamente e moriva.


Il canto era soave, quanto infernale lo scenario su cui si affacciava e Lei fu estasiata da quell'interpretazione e godette nel vedere il Principe appagato. In capo a pochi minuti, non vi era altro che distruzione: ovunque. Thilli proseguì l'interpretazione con un talento particolare, deliziata da quel connubio ed ebbra di piacere fino alla fine della melodia.- Brava! Brava! -Attendendo il silenzio dopo l'ultima nota, Men-Bed-Gal, Signore delle Gelide Lame, l'acclamò battendo le mani come sapeva ella amasse essere acclamata, ma ben più prezioso dono volle darle per quella magnifica esecuzione. Dallo Scrigno di Ossidiana egli estrasse una perla nera, intrisa dell'anime di tutte le vite rapide dal pianeta.
Al tocco, quel nero oggetto, fremeva della disperazione di miliardi di creature raccolte da un oscuro potere e imprigionate per sempre, senza poter riposare neppure nella morte.
Men-Bed-Gal, Signore delle Gelide Lame, offrì la perla a Thilli, Voce Infuocata di Vendetta, come ringraziamento per la sua ospitalità.


Prendendo in mano la perla nera dal Principe, del cui contenuto sospettava sulla base di leggende che aveva sentito, Thilli si sentì esplodere invasa dalla percezione di quella immensa ed eterna disperazione; era una sensazione che avrebbe fatto impazzire un mortale, ma Lei, eccitata e felice, godette come mai aveva fatto prima
Strinse la Perla e gridò il Suo Piacere e dovette mordere le labbra che fremevano e tremavano. Un istante senza tempo che si trascinò per alcuni minuti.-


Dono splendido e unico, mio Principe

-Thilli ripose la perla nella sua tasca continuando a percepirne l'influenza o fu felice di concedere al Principe tutto il meglio del meglio che il suo Palazzo e le Sue Proprietà potessero concedere e insieme libarono e si saziarono come solo i Supremi sanno fare.


A un certo punto Thilli chiese al Principe come si chiamasse quel pianeta e cosa avessero fatto i suoi abitanti per aver meritato un siffatto destino.-


In verità, Thilli, Voce Infuocata di Vendetta, lo ignoro, ma trovavo i suoi colori intonati con il Suono della tua Voce.

-E risero di gusto prima di tornare ad argomenti più interessanti.
Le rovine di quel pianeta sono oramai parte del Leggendario Mondo Gotico e le anime delle sue genti, uno stridente eterno urlo di disperazione imprigionato in una Perla Nera, nella tasca di Thilli.-
clicking Here


Italian


English


Una Preghiera e un Mantra per la Sua Gloria

Paolha Ashegem Voilition è una Suprema, celebra la Natura e governa applicando la sua propria Giustizia. Magnanimamente permette ai suoi servi della gleba di lavorare per erigere nuovi templi ove celebrare e adorare le Divinità Leggendarie del Mondo Gotico oltre che Lei.

I servi sono gentilmente autorizzati a cantare senza fine il seguente mantra e la preghiera durante le loro 18 ore di lavoro al giorno, lungo tutti i 7 giorni della settimana, fino al completamento di ciascuna costruzione o fino a loro evacuazione come corpi vuoti esausti.

Come servi della gleba, ringraziamo la gentila Paolha Ashegem, Nostra Suprema, per permetterci di lavorare sodo con tutte le nostre forze per la Sua Gloria e per purificare queste terre avvelenate, dando un senso alle nostre vite inutili.

Siamo quindi abituati a pregare dicendo:

Le ceneri silenziose cadono come fiocchi,
Manna sulle rovine
sui frammenti e sulle macchie di quello che era,
come peccatori noi abbiamo violentato la Terra,
come gli omicidi l'abbiamo maciullata.
Tu sei il mare ruggente ricco,
Tu porti Giustizia e Pace;
noi cerchiamo di ricostruire come api operaie
questo Mondo per Te e per le tue Nipoti.
Espiazione e Sfinimento nell'oscurità,
con Montagne da appiattire e deserti da riempire.
Altari e Templi alzeremo,
mentre Paolha si rilasserà e riposerà


Hushed Ashes Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Gloria a te, Suprema, Gloria


Rape and torn our Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Gloria a te, Suprema, Gloria


Rape and torn our Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Violentaci e Straziaci con l'aratro, ripaga i nostri crimini facendoci servire come buoi
Gloria a te, Suprema, Gloria


Rape and Le ceneri silenziose cadono come fiocchi,
Manna sulle rovine
sui frammenti e sulle macchie di quello che era,
come peccatori noi abbiamo violentato la Terra,
come gli omicidi l'abbiamo maciullata.
Tu sei il mare ruggente ricco,
Tu porti Giustizia e Pace;
noi cerchiamo di ricostruire come api operaie
questo Mondo per Te e per le tue Nipoti.
Espiazione e Sfinimento nell'oscurità,
con Montagne da appiattire e deserti da riempire.
Altari e Templi alzeremo,
mentre Paolha si rilasserà e riposerà

…
…
…

e andanto avanti così per sempre e sempre, per la Sua Gloria


Italian


English


lingua e mani

Restate, Guardiani e prendete qualcosa per strapparle le lacrime,
ingozzatela di melma fino a farla vomitare, riempitela, urinate e violentatela:
questa puttana si vantava della sua castità,
del suo voto sospirato, della sua lealtà,
quindi pitturate di sferzate questa schiava con la vostra potenza,
e fatela supplicare di servire con tutto il corpo quale vostra caverna

nel frattempo aste chiodate saranno date agli eunuchi
per violare il suo amato attraverso il suo infame buco
e farlo morire lentamente, impalato, mentre lo battete.

Lascia che assaggi il suo dolore fino alla sua espiazione,
e poi torturate la sua carne viva con punte velenose.
Vi avverto, Guardiani: dovrete assicurarvi
che ogni suo osso si rompa mentre la torcete come un giocattolo,
e il mio nome dovrà essere implorato senza fine tra i suoi lamenti.

Ascoltate, leali guardiani: lasciate che sia la vostra gloria
far esaurire le sue lacrime; ma sia il vostro cuore per esse
come l'edera velenosa per le gocce di pioggia.

So cosa desiderate, andate a speronarla!
Ma dovrà sopravvivere per vivere e adorarci,

ma sbrigatevi nell'uso della sua lingua perchè lei impazzirà
dopo che le avrete tagliato la lingua e violato la sua carne nell'orgia

abbattere la sua mente, mentre la disperazione infuria,
tagliandole le mani intere per evitare che possa in futuro toccarsi.
Dovrebbe lei portare i segni e mutilazioni per lode
al vostro talento di torturatori a fianco del mio marchio.

Lei, senza lingua per mendicare, né mani per supplicare,
trascinerà pesanti rocce nel silenzio oscuro e striscierà,
aggiogata a un carro della miniera e frustata per farlo muovere,
senza pietà, senza riposo e senza concessione di poter lasciare la vita.


Thilli era un'attrice e una cantante prima di diventare una Suprema. Quindi è spesso ispirata da poeti e artisti. Declamò questi versi ai suoi Guardiani per dare indicazioni su come trattare con uno dei suoi ex toyboy e con la giovane donna che l'aveva convinto a tradirla.


Italian


English